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venerdì 9 agosto 2013

Analisi – Mondiali 2014: Il jogo bonito e l’amarezza di Zico


Zico è triste. Il leggendario centrocampista sudamericano, in grado di insaccare più di 500 palloni in rete per convertirsi in una vera e propria leggenda del calcio mondiale, si chiede cosa ne sia stato della magia del jogo bonito nel suo amato Brasile. Il leader della nazionale verde-oro di quella indimenticabile Coppa del Mondo del 1982 – considerata da molti la migliore Seleção di sempre – si è lasciato andare, soltanto alcuni giorni fa, ad uno sfogo nel corso di un’intervista concessa a Rio de Janeiro. «Il mondo intero celebrava il nostro futebol, i nostri campioni e le nostre vittorie. Oggigiorno, invece, i nostri migliori calciatori sono all’estero e molti di loro non fanno altro che scaldare le panchine o – sembra voler dire “peggio ancora” – giocare in difesa». Un’affermazione, condita da una smorfia di amarezza, che non può stupire gli appassionati della nazionale cinque volte campione del mondo. Una mentalità da sempre votata al gioco spettacolare ed offensivo che, con le dovute eccezioni legate ad alcuni straordinari talenti individuali, sembra essersi smarrita. Queste le premesse del nostro “viaggio” in Brasile, ad un anno esatto dal Mondiale 2014.
La parola che balza subito in primo piano è “crisi”. Crisi dentro e fuori dal campo. Sul manto verde, soltanto la vittoria nella Confederations Cup 2013 ha consentito ai verde-oro di risalire dal ventiduesimo posto del ranking Fifa, dove si trovava dietro Svizzera, Grecia ed Ecuador, ad una nona posizione che, comunque, suona come un insulto alla storia ed alla grandezza sportiva di questo Paese. Ma non è tutto. La crisi ancor più evidente è quella affiorata fuori dal terreno di gioco. La maggior parte dei progetti legati alle infrastrutture fanno registrare dei ritardi a dir poco preoccupanti, al punto da spingere l’eccentrico presidente Vladimir Putin ad un’incredibile offerta senza precedenti: garantire il rispetto dei tempi, una perfetta organizzazione nonché ingenti risorse economiche per ottenere, in cambio, che il mondiale 2014 si giochi in Russia. Se uno come Putin arriva ad indossare i panni dell’eroe, viene da pensare che la situazione sia davvero fuori controllo.
Brasile 2014
Inevitabile una domanda: chi sono i responsabili di questo scenario così distante da quell’allegria e da quell’energia positiva che, nel calcio come nella vita di tutti i giorni, contraddistinguono i brasiliani nell’immaginario collettivo di ciascuno di noi? Una domanda cui ha risposto lo stesso Zico: «La onnipotente Confederazione Brasiliana di Calcio (nota come CBF, ndr), guidata da un gruppetto di uomini talmente vecchi che negli anni della Seconda Guerra Mondiale erano già adolescenti». Parole pesanti cui ha aggiunto: «non mi aspetto nulla da loro. Tornano a farsi vivi solo quando c’è un mondiale. Stiamo parlando di persone che amministrano affari giganteschi e per nulla interessate a vedere il miglior calcio giocato». E così, anche la leggendaria Seleção è stata «sabotata», assicura Zico. Invece di mettere insieme gli 11 migliori, dando loro la possibilità di affiatarsi e fare gruppo, la CBF sceglie giocatori di media fascia per farli debuttare con la maglia della nazionale. Quando la notorietà fa lievitare il prezzo del cartellino, i giovani vengono venduti sul mercato internazionale. Un giocatore valutato 1 milione di dollari può arrivare a costare il doppio se aggiunge al suo curriculum vitae una semplice linea: “nazionale brasiliana”.
Dalla gloria raggiunta nell’ormai lontano 2002, anno in cui la verde-oro vinceva il suo quinto titolo mondiale in Corea-Giappone, la Federazione ha vissuto una decade di lusso sfrenato. Un’organizzazione privata in grado di spendere milioni e milioni di dollari in jet privati, stipendi mensili oltre l’incredibile cifra di 200mila dollari e decisioni a dir poco discutibili che fanno capo al nome di colui che ne è stato presidente per gli ultimi 22 anni: Ricardo Teixeira. Una serie pressoché infinita di scandali, venuti a galla tra gare di appalto truccate e tangenti milionarie, lo ha costretto a fare un passo indietro nel 2012. Da allora vive in una sorta di auto-esilio dorato, a nord di Miami, in una maison di lusso con 7 camere da letto, 8 bagni, una Porsche, due Mercedes ed uno yacht italiano, lungo 18 metri ed il cui valore è stimato attorno ai 2 milioni di dollari, ancorato al suo molo privato. A dispetto della sua “fuga”, Teixeira è riuscito a mantenere un piede ben saldo nell’orticello della Confederazione. Oggi, infatti, è consulente esterno della CBF. Un “dettaglio” che vale uno stipendio mensile pari a 75mila dollari.
La brusca uscita di scena di colui che è riuscito a guadagnarsi l’appellativo di “dittatore” ha illuso molti tifosi. In tanti pensavano che fosse oramai giunto il momento di voltare pagina, grazie ad una nuova generazione di dirigenti che avrebbe reso la Coppa del Mondo 2014 un successo “a tutto tondo”. Così non è stato. José María Marín, l’attuale presidente della CBF, non è mai stato eletto per occupare il prestigioso incarico. È stato promosso per via della sua «esperienza». In altre parole, per la sua età. Un rito più simile a quello di una successione al trono che non a quello che dovrebbe regolare la scelta della nuova guida di un’organizzazione sportiva.
Un uomo “nuovo” (classe 1932, ex-governatore di San Paolo durante gli anni della dittatura militare) per una politica vecchia, vecchissima. Simbolo di tutto ciò che i brasiliani, quelli che il calcio lo amano per davvero, hanno combattuto negli ultimi anni.
Al caos che regna nei palazzi del potere fanno da contraltare la serenità e la gioia di un gruppetto di ragazzi sulla magnifica spiaggia di Copacabana. Un pallone sgonfio resta sospeso a mezz’aria ed il suo rumore sordo accompagna ogni colpo di testa e qualsiasi altra prodezza in stile carioca. Quel suono, unito a quello delle onde, lascia intendere perfettamente tutta la magia del jogo bonito di cui parlava Zico. Speriamo che il Brasile torni ad essere tutto questo anche sul tappeto verde del Maracaná.
Romeo Lucci
Pubblicato il 08 agosto 2013 da redazione La Voce

giovedì 8 agosto 2013

Mondiali 2014, Italia-Bulgaria: ecco tutte le info per i biglietti

Mondiali 2014, Italia-Bulgaria: ecco tutte le info per i biglietti
Come riportato sul sito della FIGC, inizierà venerdì 9 agosto  la vendita dei biglietti per Italia-Bulgaria, gara di qualificazione alla Coppa del Mondo Brasile 2014  in programma allo Stadio “Renzo Barbera” di Palermo venerdì 6 settembre (calcio d’inizio alle ore 20.45). Per i soli possessori della card Vivo Azzurro la prevendita on-line inizierà mercoledì 7 agosto.
I biglietti ridotti sono riservati alle donne, ai ragazzi fino ai 16 anni (nati dopo il 6 settembre  1997), agli Over 65 (nati prima del 6 settembre 1948) e ai possessori della Card Vivo Azzurro.
I tagliandi, nel numero massimo di quattro e nel rispetto delle normative vigenti riguardo la nominatività, potranno essere acquistati on line sul sito www.figc.it, sul sito www.vivoazzurro.it, sul sito  www.ticketone.it  e presso i punti vendita Ticket One sparsi sul territorio nazionale.

Quale volto avranno i Mondiali 2014?

A un anno dalla ventesima edizione dei Mondiali che si svolgeranno in Brasile, iniziamo a chiederci quali saranno le 32 nazioni che disputeranno la più prestigiosa delle competizioni internazionali di calcio. Passiamo in rassegna le squadre qualificate e parliamo delle possibilità delle nazionali ancora in lizza per un biglietto verso l’America Latina.

Quello del 2014 sarà un Mondiale dai colori accesi. Nazionali di tutto il mondo arriveranno a comporre una rosa di 32 squadre per contendersi l’ambitissimo trofeo.
Il Brasile, in quanto paese organizzatore, è automaticamente qualificato. Cinque volte vincitori della prova, i verdeoro partono favoriti per questi Mondiali, ma dovranno fare prima i conti con altre squadre preparate e ambiziose.
Per quanto riguarda l’Europa, anche se non siamo ancora a conoscenza delle squadre qualificate, possiamo già parlare delle nazionali che sono ormai quasi sicure di andare in Brasile l’anno prossimo. Nove gruppi di qualificazione e già qualche favorita: il Belgio, l’Italia, la Germania, l’Olanda, la Svizzera, la Bosnia Erzegovina e la Spagna. Salvo cause di forza maggiore, queste sette nazionali dovrebbero affiancare il Brasile nella gara. Ci sono poi altri paesi in fase di ballottaggio favorevole: si tratta di Croazia, Portogallo, Russia, Grecia, Montenegro, Inghilterra e Francia.
Purtroppo alcune di queste squadre dovranno passare dai play off prima di convalidare il loro biglietto per la ventesima edizione dei Mondiali (vedere analisi su scommessa-calcio.com). L’Europa dovrebbe quindi offrire diverse squadre di prestigio per il prossimo Mondiale. Alcune favorite/outsider arriveranno proprio dal nostro continente ma il Sudamerica non va sottovalutato e sarà di sicuro serbatoio di nazionali dal forte potenziale agonistico.

E gli altri continenti?

Mondiali di Calcio Brasile 2014 - Italia
L’Argentina di Lionel Messi dovrebbe logicamente essere presente in Brasile. L’Albiceleste è leader della zona CONMEBOL e sarà sicuramente accompagnata dalla Colombia. Il Paraguay e la Bolivia sono quasi eliminati, ma per le altre squadre della zona tutto è ancora possibile.
Per quanto riguarda il resto dell’America, gli USA sono partiti con il piede giusto. I compagni di Landon Donovan sono leader della zona CONCACAF e potrebbero essere raggiunti dalla Costa Rica e dal Messico. Nell’altra estremità del globo, la zona Asia (AFC) ha già emesso il suo verdetto. Quattro qualificate: l’Iran, la Corea del Sud, il Giappone e l’Australia.
Per finire, l’Uzbekistan e la Giordania giocheranno i play off per poter raggiungere l’ultima partita di qualificazione contra la quinta classificata della zona CONMEBOL.
In Oceania è stata la Nuova Zelanda ad aggiudicarsi il primo posto del gruppo. I neozelandesi dovranno giocare una partita di play off contro la quarta classificata della zona CONCACAF per sapere se potranno arrivare in Brasile.
Ultimo continente coinvolto da queste qualificazioni: l’Africa. La zona CAF è molto incerta e conosciamo appena il nome di tre nazionali su dieci che si sono qualificate per i play off: la Costa d’Avorio, l’Egitto e l’Algeria. Altre squadre sono in lizza: si tratta di Ghana, Zambia, Congo, Burkina Faso, Gabon, Nigeria, Malawi, Camerun, Libia, Senegal e Uganda.
La stagione 2013-2014 sarà quindi molto piena con le qualificazioni e i campionati nazionali, e i Mondiali saranno senz’altro entusiasmanti. Anche per le qualificazioni si prevede ancora spettacolo, viste le possibilità offerte alle diverse nazionali ancora in corsa per un posto in Brasile.
Per saperne di più sui bookmakers per scommettere durante le qualificazioni, sulle quote e su eventuali pronostici visitare Scommessa-calcio.com.